22 agosto 2016

Storie da rievocatore #2


L'estate rievocativa è cominciata e con essa sono arrivate nuove perle della serie "storie da rievocatore". E meno male, perché sennò al campo ci annoiamo.

Siamo nell'anno 1347: un campo militare, la rievocazione di una battaglia, numerosi mestieri. In sole due giornate rievocative è successo questo (e come al solito, io non so se ridere o piangere):

 1) F. parla di strategia militare con un gruppetto di visitatori, e uno gli fa: "Certo che gli Shannara... grande popolo antico gli Shannara, della Sardegna e di Cipro!" (Neanche un archeologo lì presente è riuscito a smuovere il signore in questione dalle sue convinzioni).

2) Una signora in giro per il campo: "Ah, che bello questo accampamento medievale! Mio figlio è appassionato di queste cose, gli sarebbe piaciuto tanto essere qui. Eh ma adesso è andato a vedere il castello di Dracula in Pennsylvania. Sa, in Romania!" (La geografia, questa sconosciuta).

3) un'altra signora guarda un guanto d'arme poggiato su un tavolo e dice al marito: "Vedi, fanno anche le protesi così" (E che le devi dire???)

4) un tizio guardando il  pepe lungo: Ah ma questo è pino silvestre, lo conosco!" (Sì, fattici una doccia).

5) la gomma arabica: per la maggior parte della gente si trattava di caramelle. Se ci avessimo messo gli orsetti gommosi della Haribo nessuno si sarebbe accorto della differenza.

6) "scusi, io sto cercando una spezia... (e con la coda dell'occhio guarda il marito e ride sotto i baffi sentendosi spiritosa), da somministrare poco per volta ogni giorno a mio marito. Qualcosa che poi dopo che muore gli fanno una biospia (sì, ha detto proprio bioSpia, non l'ho scritto male) e non si trova nulla".

7) guardando una tenda militare: "Vedi, quella è la tenda del Pascià. Lo vedi quel tizio con la panza de fuori? Quello è Gengis Khan!" (In circostanze come queste io non trovo giusto perdere tempo a fare una qualsiasi correzione).

8) simile alla precedente: "Ah ma qui ci sono i vichinghi! Vedi, quello è Attila!" (A come atrocità, doppia T come terremoto tragedia, e poi continuate voi).