Ancora una ricetta. Se la memoria non mi inganna, questa è stata la prima ricetta storica che ho preparato. Ormai è passato un sacco di tempo ma continuo a farla perché è buonissima: la zuppa di farro e fagioli dell'occhio. Quello dell'occhio è l'unico fagiolo noto sin dagli antichi romani e greci. Il farro invece è stato il cereale più diffuso nel mondo antico; la puls (polenta) di farro era uno dei piatti caratteristici della cucina romana arcaica, e questo cereale risulta ampiamente coltivato anche nel medioevo. Spesso i ricettari medievali non danno indicazioni precise sulla quantità dei singoli ingredienti, quindi bisogna andare a occhio, secondo la propria esperienza, e fare pratica. Inoltre in molte ricette le spezie sono talmente abbondanti che sicuramente al nostro palato sarebbero poco gradite. Ma i cuochi medievali erano aperti a tutte le modifiche e non è raro leggere espressioni del tipo: "como ti pare", "dolce o forte como ti piace". Ognuno era così autorizzato a modificare e trasformare i piatti secondo gusti personali, nella consapevolezza che più importante era la persona e non la ricetta fine a se stessa.
Zuppa di farro
Ingredienti: farro decorticato 50-80 gr a testa, fagioli dell'occhio circa 1/3 rispetto al farro, olio [o lardo] (io ho usato olio extravergine d'oliva) per il soffritto, sedano, carota, cipolle, aglio, salvia, noce moscata, chiodi di garofano.Preparazione: sciacquare il farro più volte e lasciarlo a bagno per almeno 12 ore (l'ho lasciato a bagno 20 ore; se si adopera il farro perlato l'ammollo deve durare massimo 2 ore). Preparare anche i fagioli, mettendoli a bagno la sera prima e sciacquandoli bene la mattina dopo. Lessare il farro insieme a carota e sedano; l'acqua deve superare il farro di circa 1 o 2 dita. Quando sta per bollire, schiumarlo. Durante la cottura, da fare a fuoco basso, il farro non va girato e bisogna controllare che l'acqua venga assorbita. In ogni caso togliere dal fuoco ed eventualmente scolare. Intanto bisogna aver lessato anche i fagioli in acqua. Preparare in un'altra pentola un leggero soffritto di cipolla (io per 1 kg di farro ho usato una cipolla grande), con olio [o anche il lardo], e versarvi il farro lessato e i fagioli (una parte dei quali può essere schiacciata). Lasciate insaporire qualche minuto e aggiungere sale e un po' di salvia triturata (io non l'ho messa). a piacere, se si vuole rendere il piatto un po' più ricco, si può usare anche un pizzico di noce moscata e di chiodi di garofano pestati. E così ho fatto. Intanto scaldare un po' di olio (o di grasso) e mettervi uno spicchio di aglio intero, lasciando soffriggere leggermente. Togliere l'aglio e versare l'olio nella zuppa. Girare e servire.
Qualche curiosità sulle spezie usate: la noce moscata, originaria dell'Indonesia, fu diffusa dagli Arabi intorno al XII secolo. I chiodi di garofano, già conosciuti dai Cinesi, nel Medioevo si diffusero sia come ingrediente culinario che come antisettici e deodoranti per ambiente. La spezia proviene dai boccioli di una pianta tropicale originaria delle Molucche. Nel Medioevo era costosissima, tanto che un pugno di questa spezia equivaleva al prezzo di un montone o di mezzo bue.




