6 settembre 2015

Storie da rievocatore

 Ci sono storie che solo un rievocatore può raccontare. Perché che si stia facendo didattica presentando alcuni dei mestieri della "propria" epoca, o che si giri indaffarati in varie faccende per un accampamento militare, si viene sempre a contatto con il pubblico. Se si è fortunati si rimedia una bella chiacchierata, se si è meno fortunati...  ecco, in questo post vorrei raccogliere le "perle" che mi sono state dette dal pubblico in questi pochi anni di rievocazione storica. Sono cose che da una parte mi fanno ridere, ma dall'altra mi fanno davvero tanta tristezza.

1. All'accampamento, tra armati, feriti, cerusico del gruppo in azione, qualcuno che prepara il pranzo, un bambino chiede alla mamma: "Perché ci sono tutte queste tende?" e la mamma si inchina verso il bimbo e quasi sottovoce gli dice: "Perché nel Medioevo erano poverissimi, non avevano le case, vivevano nelle tende e non avevano neanche le scarpe." 
Mi dispiace per quel bambino. 

2. Sempre all'accampamento, prepariamo i fagioli dell'occhio con le spezie per il pranzo. Si avvicina una signora: "Oh ma che belli! Li avete dipinti voi, uno ad uno?"
Qui c'è del patologico. 

3. Banchetti didattici in piazza. Speziale, cerusico, astronomo, giochi d'azzardo, armi, cucina. Tanti oggetti ricostruiti sparsi sui nostri tavoli. Un uomo si ferma al mio tavolo e dice: "Bello, tutto molto bello! Ma, mi dica, tutte queste cose che avete, dove le trovate? La gente vi apre le cantine di casa e rovistate?"
Anche qui c'è del patologico. 
E c'è chi confonde il Medioevo con il secolo scorso e gli arredi di casa della bisnonna. 

4. Ogni tanto qualcuno che mi fa questa domanda lo incontro: "Ma tutte queste cose, le spade, gli archi, le ceramiche e tutti gli oggetti che avete nel campo, sono originali?"
Ogni volta che me lo sento dire mi cascano le braccia. Non capisco come la gente possa credere che i musei ci prestino e ci lascino giocare con reperti storici di grande valore. O non capisco cosa intendano per originali. Ci vuole un notevole sforzo interpretativo. Quando gli rispondo che sono riproduzioni di reperti - realizzate da noi o acquistate da artigiani - non sono mai soddisfatti. 

 Poi ci sono le persone fastidiose. Quelle che davanti a una scacchiera delle quattro stagioni insistono nel dire che si tratti invece del gioco della dama. Quelli che davanti al musico che espone vari strumenti musicali, ne indicano uno a fiato e dicono al figlio: "Vedi? Quello è un cannocchiale." Quelli che vedono il medico vestito di rosso e ti chiedono se sia Dante sono un classico, ma le bimbeminkia che in un evento di living history di dicembre ti chiedono se sia Babbo Natale... o quelli che vedono il bastone del medico e dicono: "Ah sì, quello serve per cercare l'acqua." Poi ci sono quelli che toccano le cose senza il permesso, prendono in mano la balestra e solo dopo ti chiedono se possono toccarla. Gli chiedi di rimetterla a posto subito e ti rispondono: "Ma guardi che la so usare benissimo." Gente pericolosa.


 So che queste cose non capitano solo al mio gruppo (vero?!), ma la cosa non mi consola. Qualcosa mi dice che in futuro ci saranno altri post con il tag #storiedarievocatore

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